AMIANTO: NON È LA PRESENZA DEL MATERIALE A DEFINIRE IL RISCHIO

amianto definire il rischio e obbligo censimento per aziende e condomini

Oltre 600 manufatticoperture, coibentazioni, tubazioni, pannelli e pavimentazioni possono contenere amianto
Latenza fino a 40 anniper il mesotelioma il tempo tra esposizione e comparsa della malattia può arrivare a 25–40 anni
Censimento obbligatorioil D.Lgs. 213/2025, in vigore dal 24 gennaio 2026, rafforza l’obbligo di individuazione preventiva

Amianto: cos’è e perché la sua pericolosità dipende dal contesto

L’amianto, più tecnicamente l’asbesto, è un insieme di minerali silicatici a struttura fibrosa che si trovano in natura e sono suddivisi principalmente in due gruppi: serpentino e anfiboli. Al di là di questa distinzione, la sua pericolosità è legata soprattutto alla possibilità che le fibre si disperdano nell’aria, vengano inalate e raggiungano le parti più profonde dell’apparato respiratorio, come gli alveoli polmonari o la pleura. La loro particolare struttura e la difficoltà dell’organismo a eliminarle possono rendere l’esposizione un problema anche a distanza di molto tempo: è la cosiddetta latenza, il tempo che intercorre tra l’esposizione e la comparsa dei sintomi.

La sola presenza di amianto non basta a definire il rischio

La semplice presenza di un materiale contenente amianto non è di per sé sufficiente a stabilire il livello di rischio. Il punto principale è capire se quel materiale — presente in azienda, in un luogo di vita o in un condominio — può risultare danneggiato, degradato o sottoposto a lavorazioni tali da provocare il rilascio di fibre nell’ambiente, e quindi la loro possibile inalazione.

Dove si trova l’amianto: oltre 600 tipologie di manufatti

L’amianto ha trovato impiego in oltre 600 tipologie di manufatti: coperture in cemento-amianto, coibentazioni, tubazioni, pannelli, pavimentazioni e altri MCA (materiali contenenti amianto) possono diventare particolarmente critici durante interventi di manutenzione, ristrutturazione o demolizione, soprattutto quando sono previste operazioni come forature, tagli, abrasioni o lavorazioni che generano vibrazioni.

Manutenzione, ristrutturazione, demolizione: i momenti più critici

È proprio in queste situazioni che la prevenzione deve partire prima dell’intervento: è fondamentale sapere dove si trovano i MCA, quale materiale è presente, in che condizioni si trova, quanto è friabile, quanto è accessibile e, soprattutto, se può essere interessato dalle attività che si intendono svolgere. Una corretta valutazione dei rischi deve tenere conto di questi elementi prima ancora di programmare i lavori.

Gli effetti sulla salute non sono necessariamente immediati

L’inalazione di fibre di amianto è associata a patologie come asbestosi, carcinoma polmonare, mesotelioma e altre malattie pleuriche e neoplastiche. In alcuni casi possono trascorrere decenni prima che la malattia si manifesti: per il mesotelioma, ad esempio, il periodo di latenza può essere nell’ordine di 25–40 anni. Ecco perché la gestione dell’amianto deve essere affrontata prima di intervenire sull’edificio, non dopo che il materiale è stato danneggiato.

Il nuovo quadro normativo: D.Lgs. 213/2025

Il nuovo quadro normativo introdotto dal D.Lgs. 213/2025, in vigore dal 24 gennaio 2026, rafforza l’importanza dell’individuazione preventiva dei materiali potenzialmente contenenti amianto e della corretta gestione delle attività lavorative che possono comportare un’esposizione. La normativa obbliga tutti i responsabili degli edifici — il titolare di un’azienda così come l’amministratore condominiale, nel caso di un condominio — a effettuare un censimento preliminare a opera di un esperto qualificato, con il compito di valutarne lo stato di fatto ed elaborare il piano di controllo e manutenzione.

Anche il D.Lgs. 81/2008 prescrive l’obbligo di valutazione del rischio amianto, ove presente, con l’elaborazione del documento di valutazione dei rischi che ogni azienda deve predisporre, individuando anche le misure di prevenzione e protezione da attuare.

La domanda non è semplicemente: «Abbiamo amianto?».

La domanda corretta è: «Sappiamo dove si trova, in che condizioni è e cosa può succedere quando iniziamo degli interventi che lo interessano?»

— I professionisti di Gruppo Bertoni

Hai un edificio e non sai se sono presenti materiali contenenti amianto?

Se gestisci un’azienda, un immobile o un’attività in cui sono previsti interventi di manutenzione o ristrutturazione, prima di programmare i lavori è importante verificare l’eventuale presenza di MCA e definire una strategia adeguata alla gestione del rischio. I nostri esperti tecnici amianto qualificati possono supportarti nel censimento, nella valutazione tecnica dei materiali e nella definizione delle misure necessarie prima ancora di ogni intervento, all’interno di un percorso più ampio di sicurezza sul lavoro per aziende ed enti in tutto il Piemonte.

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