Medicina del Lavoro
La sorveglianza sanitaria non si improvvisa e non parte da un elenco di visite standard: parte da quello che il DVR ha già messo nero su bianco sui rischi reali della tua azienda. Ci occupiamo dell’intero percorso — dalla nomina del medico competente alle visite per ogni mansione, fino agli esami di laboratorio — restando ancorati a ciò che emerge davvero dalla valutazione dei rischi, non a un pacchetto uguale per tutti.
Il medico competente
Quando l’attività di un’azienda comporta rischi per la salute dei lavoratori, il Datore di Lavoro deve nominare un medico competente: un professionista specializzato in medicina del lavoro, abilitato a effettuare la sorveglianza sanitaria, collaborare alla valutazione dei rischi ed esprimere i giudizi di idoneità alla mansione specifica per ciascun lavoratore.
Non è una figura che entra in azienda una volta l’anno per firmare qualche cartella. Il medico competente partecipa alla riunione periodica di prevenzione, visita gli ambienti di lavoro, e costruisce insieme al Datore di Lavoro un protocollo sanitario coerente con i rischi reali individuati — non con un elenco generico di esami presi da un modello standard.
Prima il DVR, poi la sorveglianza sanitaria
Capita spesso di ricevere richieste come “vorrei attivare le visite mediche per i miei dipendenti” senza che sia ancora stato fatto un vero Documento di Valutazione dei Rischi. Il problema è che, senza sapere quali rischi sono davvero presenti in azienda, non si può costruire un protocollo sanitario sensato: si rischia di fare esami inutili su alcuni fronti e di trascurarne di necessari su altri.
Per questo il nostro lavoro parte sempre dalla valutazione dei rischi. È lì che si stabilisce se la sorveglianza sanitaria sia necessaria e, in caso affermativo, quale forma debba avere: quali mansioni la richiedono, con quale periodicità, e quali accertamenti specifici vanno previsti per ciascuna di esse.
Nessuna esclusione a priori
Un errore comune è pensare “il mio settore non ha bisogno del medico competente” prima ancora di aver fatto una valutazione seria. La legge non prevede un elenco di attività automaticamente escluse dalla sorveglianza sanitaria: la necessità va sempre verificata caso per caso, sulla base dei rischi effettivamente presenti, e non può essere data per scontata né in un senso né nell’altro solo perché “si è sempre fatto così” o perché l’attività sembra, a prima vista, poco rischiosa.
Non esiste un settore “automaticamente esente”: la decisione spetta sempre a un’analisi tecnica concreta dei rischi dell’attività specifica, non a una regola generale valida per categoria.
Visite mediche per ogni mansione
Una volta stabilito il protocollo, organizziamo le visite mediche previste per ciascuna fase del rapporto di lavoro:
Visita preventiva
Prima dell’inserimento in una mansione, per verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro previsto.
Visita periodica
Con la cadenza stabilita dal protocollo sanitario, per monitorare nel tempo lo stato di salute in relazione alla mansione svolta.
Visita per cambio mansione
Quando un lavoratore cambia ruolo, per verificare l’idoneità alle nuove condizioni operative.
Su richiesta del lavoratore
Se il lavoratore la richiede e il medico competente la ritiene correlata ai rischi lavorativi o alle sue condizioni di salute.
Rientro dopo lunga assenza
A seguito di un’assenza per malattia superiore a sessanta giorni, per verificare l’idoneità alla ripresa dell’attività.
Alla cessazione del rapporto
Quando prevista dal protocollo, per fotografare lo stato di salute del lavoratore al termine dell’esposizione al rischio.
Esami di laboratorio e accertamenti mirati
Le visite mediche sono spesso accompagnate da esami di laboratorio e accertamenti strumentali, scelti dal medico competente in base ai rischi specifici della mansione — non per abitudine, ma perché servono davvero a intercettare un effetto concreto dell’esposizione lavorativa. Organizziamo la logistica di questi accertamenti insieme al calendario delle visite, così che l’intero percorso di sorveglianza sanitaria resti coordinato e non frammentato in appuntamenti scollegati tra loro.
Come lavoriamo
Analisi dei rischi aziendali. Partiamo dal DVR, o supportiamo la sua redazione se non è ancora presente.
Nomina del medico competente. Individuiamo il professionista più adatto al contesto specifico dell’azienda.
Costruzione del protocollo sanitario. Definiamo quali visite ed esami servono, per quali mansioni e con quale periodicità.
Calendario delle visite. Organizziamo le sessioni in modo da minimizzare l’impatto sull’operatività quotidiana.
Gestione delle cartelle sanitarie. Manteniamo la documentazione aggiornata e conforme.
Aggiornamento nel tempo. Rivediamo il protocollo se cambiano le mansioni, l’organizzazione o la normativa.
Perché scegliere Gruppo Bertoni per la medicina del lavoro
Si parte sempre dal DVR
Non attiviamo un protocollo sanitario prima di aver capito quali rischi ci siano davvero, evitando sia esami inutili sia lacune pericolose.
Un solo referente per tutta la sicurezza
Medicina del lavoro, DVR, RSPP e formazione seguiti dallo stesso team, senza dover coordinare fornitori diversi che non si parlano tra loro.
Presidio capillare in tutto il Piemonte
Organizziamo le visite tenendo conto della realtà logistica dell’azienda, non imponendo un calendario rigido calato dall’alto.
Protocolli aggiornati nel tempo
Se l’organizzazione o le mansioni cambiano, aggiorniamo il protocollo sanitario di conseguenza, senza lasciarlo fermo all’anno della prima nomina.
Dove operiamo
Seguiamo aziende per la medicina del lavoro in tutto il Piemonte, coordinando la sorveglianza sanitaria con gli altri aspetti della sicurezza aziendale:
- Torino
- Cuneo
- Asti
- Alessandria
- Novara
- Vercelli
- Biella
- Verbano-Cusio-Ossola
Se la tua azienda ha già un RSPP esterno con noi, la medicina del lavoro si integra naturalmente nello stesso percorso di sicurezza; se invece stai partendo da zero, possiamo costruire insieme l’intero impianto, a partire dalla formazione del personale.
Domande frequenti sulla medicina del lavoro
Ogni azienda deve nominare un medico competente?
Non automaticamente: la nomina è necessaria quando dalla valutazione dei rischi emerge che i lavoratori sono esposti a fattori che richiedono la sorveglianza sanitaria, oppure quando previsto da specifiche disposizioni normative.
Come si stabilisce se serve la sorveglianza sanitaria?
Attraverso un’analisi tecnica dei rischi effettivamente presenti in azienda, che parte dal DVR: non esistono settori esclusi a priori né obblighi automatici validi per ogni realtà.
Si può attivare la medicina del lavoro senza aver fatto il DVR?
Sconsigliato: senza sapere quali rischi siano davvero presenti, non è possibile costruire un protocollo sanitario coerente. Il percorso corretto parte sempre dalla valutazione dei rischi.
Quali visite comprende la sorveglianza sanitaria?
Visita preventiva, periodica, per cambio mansione, su richiesta del lavoratore, al rientro dopo un’assenza per malattia superiore a sessanta giorni e, quando previsto, alla cessazione del rapporto di lavoro.
Chi decide quali esami di laboratorio fare?
È il medico competente a stabilirlo, in base ai rischi specifici individuati per ciascuna mansione, non secondo un elenco generico uguale per tutte le aziende.
Il lavoratore può rifiutare la visita medica?
No: quando la sorveglianza sanitaria è prevista, il lavoratore ha l’obbligo di sottoporsi alle visite secondo le modalità e la periodicità stabilite dal protocollo.
Gestite anche il DVR insieme alla medicina del lavoro?
Sì, seguiamo entrambi gli aspetti con lo stesso team tecnico, così che la sorveglianza sanitaria nasca da una valutazione dei rischi realmente coerente con l’attività dell’azienda.
Operate anche insieme a un RSPP esterno già nominato?
Sì, coordiniamo la medicina del lavoro con l’RSPP esterno, sia nel caso in cui ce ne occupiamo noi sia in coordinamento con un professionista già incaricato dall’azienda.
